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15 ottobre 2026 · Salmo 32

Mentr'io mi son taciuto le mie ossa si son consumate pel ruggire ch'io facevo tutto il giorno. Io t'ho dichiarato il mio peccato, non ho coperta la mia iniquità. Io ho detto: Confesserò le mie trasgressioni all'Eterno; e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato. Sela.

Salmo 32,3.5 (Riveduta 1927)

Mentre tacevo

Questa rivista pubblica silenzio ogni giorno. Oggi fa un'eccezione. Il Salmo 32 conosce due silenzi, e solo uno dei due guarisce. L'altro lo descrive con precisione: mentre tacevo, le mie ossa si consumavano. Non «ero triste». Le ossa. Qualcosa di non detto, portato giorno e notte, si fa sentire nel corpo prima che nella testa; arsura d'estate, dice il salmo, e chi ha mai portato una bugia, o un debito, o delle scuse dovute, sa di che clima parla.

Poi una frase sola, senza preparazione: te l'ho dichiarato. Nessun programma di correzione, nessuna scadenza. L'ha detto ad alta voce a chi già lo sapeva, e le ossa sono tornate. Tra le due metà del salmo sta la parola da cui questa rivista prende il nome. Sela. Pausa. Lascia che si posi. Come se il salmista avesse avuto bisogno di un momento prima di credere che fosse stato così semplice.

La pausa di oggi, allora, non è sul tacere. È su quella frase sola che porti con te e che potresti dire in tre secondi, se volessi. Non deve sentirla nessuno, tranne chi la sa già. Il resto è silenzio, stavolta quello giusto.

Una domanda

Quale frase ti porti dentro oggi, non detta?

Una preghiera

So che lo sai. Te lo dico lo stesso.