Selah

Antonio abate

Diede via tutto e chiuse la porta per vent'anni, per scoprire che cosa restava di lui.

Visse
c. 251 – 356
Festa
17 gennaio
Tradizione
Occidentale e orientale
Venerazione
Pre-congregazione; venerato da cattolici, ortodossi, ortodossi orientali, anglicani e luterani, tutti il 17 gennaio; la Chiesa copta lo commemora il 22 di Tobi (30 gennaio)
Patrono di
Monaci ed eremiti, cestai, becchini, animali domestici; invocato contro le malattie della pelle

Aveva circa vent’anni, era appena rimasto orfano ed era seduto in una chiesa di villaggio in Egitto quando sentì leggere una frase sul vendere ciò che si possiede e darlo ai poveri. Quasi tutti sentono una frase così e tornano a casa. Antonio vendette la terra di famiglia, provvide alla sorella e se ne andò a piedi oltre l’ultimo campo irrigato.

Poi fece la cosa più dura. Verso i trentacinque anni si chiuse per una ventina d’anni dentro un forte romano abbandonato sul Nilo, con il cibo passato oltre il muro. Il suo biografo Atanasio racconta che quando gli amici sfondarono finalmente la porta si aspettavano un rottame e trovarono un uomo del tutto ordinario: saldo, senza fretta, né selvatico né distrutto.

È questa la parte da tenere. Il deserto non è stato un modo per evitare la gente: uscì e non riuscì più a liberarsene. È stato togliere via tutto quello che fino ad allora rispondeva al posto suo.

Dove è accaduta questa vita
  • Morto: Thebes
  • Nato: Coma
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359 · chiese registrate in Wikidata — la mappa è completa quanto quel registro, che pende verso l’Europa

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